Alle aziende sarà capitato almeno una volta negli ultimi anni di ricevere un questionario ESG: le domande sono poste in formati diversi, ma spesso sono molto simili o con differenze minime.
Un esercizio che può diventare ripetitivo o addirittura frustrante.
Il punto però non è tanto compilare, ma capire come rendere le informazioni rilevanti, riutilizzabili, credibili e confrontabili. Per semplificare il dialogo tra imprese e finanza, ci sono due strumenti che possono aiutare: lo standard europeo volontario VSME (sviluppato da EFRAG) e il documento del MEF sul “Dialogo di sostenibilità tra PMI e banche”. L’obiettivo è supportare le PMI nella costruzione di una base dati essenziale e coerente, evitando di ripartire da zero ogni volta.
Contesto normativo e informativa volontaria
Il 16 dicembre 2025 il Parlamento Europeo ha approvato i nuovi limiti dimensionali per l’applicazione della CSRD.
Solo le imprese con una media di oltre 1.000 dipendenti e 450 milioni di euro di ricavi saranno tenute a redigere la propria rendicontazione di sostenibilità sulla base degli ESRS, con decorrenza dall’esercizio 2027.
La normativa europea si concentra sulle grandi imprese e sui gruppi quotati, lasciando le piccole e medie imprese ad un’adozione volontaria delle informative finanziarie integrate agli aspetti ESG. Ma “volontaria” non significa irrilevante: significa che le PMI possono costruire un percorso proporzionato alle proprie dimensioni, senza trasformare la sostenibilità in un pesante esercizio burocratico. L’obiettivo da raggiungere è un nuovo linguaggio aziendale capace di implementare policy su aspetti fino ad oggi non monitorati e che informi gli stakeholders tanto sugli aspetti finanziari quanto su quelli ESG.
Certo, le PMI partono spesso con alcune difficoltà: meno risorse, processi meno formalizzati, governance più concentrata. Ma proprio per questo, mettere ordine nei dati ESG può diventare un’opportunità straordinaria per innovarsi, migliorando la trasparenza informativa verso gli stakeholders e ampliando l’analisi dei rischi e delle opportunità aziendali.
In tale prospettiva si colloca l’introduzione degli standard volontari di sostenibilità per le PMI, i VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standards for SMEs), sviluppati dall’EFRAG con l’obiettivo di fornire un modello di rendicontazione semplificato, flessibile e coerente con i principi della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD).
Gli standard VSME nascono per rispondere a una duplice esigenza. Da un lato, consentire alle PMI di strutturare e comunicare in modo sistematico le proprie informazioni ambientali, sociali e di governance, riducendo gli oneri amministrativi e i costi di compliance tipici degli standard destinati alle grandi imprese. Dall’altro, favorire l’armonizzazione e la comparabilità delle informazioni di sostenibilità richieste dagli stakeholder, in particolare dagli intermediari finanziari, sempre più coinvolti nei processi di valutazione dei rischi ESG.
Perché la banca chiede i dati ESG? (anche se la mia impresa non è obbligata)
Le banche sono chiamate a integrare i fattori ESG nei propri modelli di gestione del rischio, anche in risposta alle indicazioni dell’Autorità Bancaria Europea (EBA). Tuttavia, una parte significativa dei portafogli creditizi degli intermediari è costituita da esposizioni verso PMI non soggette a obblighi di rendicontazione di sostenibilità, rendendo quindi difficile reperire dati affidabili, omogenei e comparabili.
Per tali esigenze informative nasce il “Tavolo per la Finanza Sostenibile” istituito nel 2022 presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), che ha prodotto nel dicembre 2024 il documento “Dialogo di sostenibilità tra PMI e banche” di cui è stato rilasciato un importante aggiornamento il 22 dicembre 2025: una tabella di interoperabilità con lo standard europeo volontario VSME elaborato da EFRAG.
Ciò nasce per superare la frammentarietà delle informazioni che spesso vengono richieste alle PMI, permettendo loro di avere adeguati strumenti per strutturare un’unica informativa completa e utilizzabile per tutti gli stakeholder.