Albertini Packaging Group è una realtà storica fondata a Milano nel 1952, oggi punto di riferimento internazionale per il packaging di alta gamma. Nata come impresa familiare, ha saputo evolversi mantenendo intatti i propri valori: attenzione al dettaglio, qualità artigianale, rispetto per le persone e per l’ambiente. Un approccio che è la dimostrazione di come la sostenibilità possa diventare una leva di crescita anche in settori complessi e altamente specializzati, come quello del packaging di lusso. Dal 2025, è cliente di LIITO.
“L’obiettivo è che l’azienda esista ancora tra altri 70 anni” è una delle prime frasi che Michal Sobieski, Amministratore Delegato di Albertini Packaging Group, ci dice durante la nostra intervista. In settant’anni di storia, infatti, per l’azienda la sostenibilità non è mai stata vista solo come una moda, ma una naturale estensione della propria identità: uno dei pilastri che ha reso possibile la longevità dell’azienda stessa e anche la leva che permette di portare in alto la visione e affrontare con consapevolezza le sfide che il futuro porterà. Michal Sobieski continua: “E per riuscirci, la strada della sostenibilità è inevitabile.”
Una missione che si può portare a termine integrando nella vita lavorativa strategie che impattano su tutte le dimensioni della sostenibilità: l’ambiente, le persone e anche della governance. Il percorso con noi ha permesso alla spinta sostenibile che già era insita nel DNA aziendale di emergere, indirizzando le forze verso una maggiore consapevolezza e, di conseguenza, scelte più mirate ed efficaci.
“L’obiettivo è che l’azienda esista ancora tra altri 70 anni e per riuscirci, la strada della sostenibilità è inevitabile.”
Michal Sobieski
E come Environment, S come Social e G come?
Spesso, quando nelle aziende si parla di sostenibilità, anche se non ci sono forti dubbi su come agire sull’ambiente o sulla tutela delle persone, quando si inizia a parlare di governance le idee si fanno più fumose. Quindi cominciamo facendo un po’ di chiarezza.
Con governance si intende il modo in cui l’azienda viene gestita e prende le sue decisioni strategiche: in poche parole il modo in cui l’azienda funziona e riesce a garantire benessere ed efficienza. Una buona governance, quindi, si attua quando vengono dati gli strumenti per fare in modo che a tutti i livelli dell’organizzazione ci siano: regole chiare, trasparenza, responsabilità e comportamenti etici. Le dimensioni coinvolte sono diverse e vanno dai processi di decision making, alla gestione dei rischi, al coinvolgimento degli stakeholder nelle decisioni strategiche e anche alla garanzia di integrità (quindi codice etico, procedure di whistleblowing e anticorruzione).
Michal Sobieski ha ben chiara l’importanza della governance, e infatti ci dice “La G è il punto più sottovalutato dell’ESG, ma per noi, anche con l’aiuto di LIITO, è il punto su cui ci si può sbizzarrire di più”.
In un mondo che cambia avere procedure chiare è fondamentale. Continua infatti Sobieski: “Oggi tra collaboratori il rapporto umano è essenziale e quindi per avere successo bisogna avere strumenti e procedure che facciano sentire tutte le persone tutelate”. È partendo da questo principio che, insieme a LIITO, Albertini Packaging Group ha iniziato un lavoro anche sulla revisione del proprio codice etico.
Codice etico: un documento da condividere e (far) vivere
Partiamo dalla definizione: il codice etico di un’azienda è un documento che definisce i valori, i principi e le regole di comportamento che guidano il modo in cui l’azienda stessa lavora. È come se fosse una bussola che indica alle persone di tutti i livelli dell’organizzazione come porsi nelle relazioni con colleghi, clienti, fornitori e comunità in modo coerente con i valori e facendosi guidare da trasparenza e responsabilità.
Non è però un documento che può essere efficace se viene calato dall’alto e lo spiega bene proprio Sobieski, ora che Albertini, insieme a noi, sta revisionando e riattualizzando il suo codice etico: “In azienda è necessario avere una catena di comando, ma si può arrivare a queste decisioni solo coinvolgendo più punti di vista possibile: consapevolezza, condivisione e partecipazione attiva, grazie a una modalità di facilitazione e consulenza che mette le persone in dialogo attivo, sono le tre linee guida che abbiamo seguito per arrivare a fare la scelta più ponderata”.
La condivisione nella sua redazione è un aspetto fondamentale del codice etico: non solo nel processo di stesura, ma anche una volta terminato, quando è il momento di farlo vivere all’interno dell’organizzazione. Se rimane chiuso nel cassetto non raggiungerà mai la sua piena utilità, se invece viene correttamente divulgato e messo in pratica attraverso comportamenti quotidiani, diventa un potente strumento di sensibilizzazione, di inclusione e, quindi, di sostenibilità.
Conferma Michal Sobieski: “Il codice etico è uno strumento vivo, che è importante cambi regolarmente per stare al passo con l’evoluzione del contesto. La sua riscrittura, per noi, ha visto coinvolte una decina di figure che hanno accettato di lavorare su questo strumento con tantissimo entusiasmo per tradurre i nostri valori in comportamenti reali”.
Il codice etico, quindi, è uno strumento importante per mettere in atto i principi di sostenibilità nella governance. Lavorare su tutti gli aspetti che la G dell’acronimo ESG coinvolge (il cui significato piano piano, anche grazie all’esempio di aziende come Albertini Packaging Group, si fa sempre più chiaro) significa trovare le vie migliori per agire in maniera sostenibile sulle persone, sull’ambiente e anche sul proprio settore, trasformando il cambiamento in opportunità solide per il business.